


Villa Rezzonico Borella, datata 1700-1706 è stata realizzata su
progetto dell'architetto Baldassare Longhena. Chiaro esempio di
realizzazione neoclassica improntata alla linearità e alla semplicità,
Villa Rezzonico dispone di un corpo centrale al quale si può accedere
mediante una scalinata vigilata da leoni accasciati; dal vasto salone
d'onore dipartono le rampe degli scaloni che ascendono dalla balaustra
che corre tutt'intorno. Il soffitto portato a tutta l'altezza della
costruzione, contiene centralmente un dipinto su tela di Gian Battista
Volpato intitolato "La Caduta dei Giganti" raffigurante Giove tonante
che fulmina i Titani. Rimane ancora oggi nel salone della Villa un'unica
significativa opera del Canova: la grande tela con "il Trionfo della Fede"
dipinta sul finire del XVII secolo.
La Villa è costituita da un edificio principale con quattro massicce
torri angolari, cui vennero aggiunte verso la metà del 1700 due corpi
di fabbrica che si fronteggiano, con funzioni di foresterie denominate
barchesse insolitamente staccate dal corpo centrale.
Lo stile architettonico della Villa Rezzonico Borella ? quello tipico
neoclassico tanto caro agli artisti e costruttori veneziani della prima
met? del 700, caratterizzato dalla linearità e armoniosa semplicità,
come si può notare dalla massima pulizia formale delle 4 torri e dalle
pareti ben levigate e rese quasi traslucide dal rivestimento in marmorino,
con le piatte cornici delle finestre prive di elementi decorativi e
del timpano.
L'imponente portale contrasta invece con l'estrema nudità della
facciata e dà quasi l'impressione di prorompere dai muri, sormontato
in chiave d'arco da uno splendido pezzo scultoreo di stile barocco,
realizzato successivamente. Più in alto, la presenza di alcuni ganci
metallici sporgenti testimonia la passata presenza del grande e pomposo
stemma della famiglia, simboleggiato da un'aquila e da una torre.
Le due barchesse d'ordine dorico furono realizzate entro il 1740
e comprendono l'elegante foresteria a sud del palazzo e un luogo
edificio rustico ad arcate che si trova a circa 80 metri a settentrione
dello stesso. La barchessa settentrionale fu eretta dall'architetto
bassanese Antonio Gaidon tra il 1789 e il 1790, conglobando al suo
interno il preesistente oratorio dedicato a San Giovanni Battista,
nel quale si trova una statua a lui dedicata opera del veneziano
Gianmaria Gaj, un organo attribuito al Calido ed infine le campane
di bronzo del Colbacchini.